Gli ultimi ottocento anni di storia di Firenze si possono provae a comprendere affacciandosi al panoramico balcone di Piazzale Michelangelo: la grande cupola del Duomo e Palazzo Vecchio sono i due punti dello spazio cittadino attorno ai quali si è formata e sviluppata la storia di una comunità dal XIII secolo in avanti. Florentia -la città- stato che in breve tempo sarà in grado di determinare uno straordinario miracolo economico -vive, nell'ultimo quarto del DUecento, una sua rifondazione, una sua ricostruzione a partire da quell'ormai insufficiente perimetro rappresentato dal castrum d'origine romana (59 a.C.). L'area contenuta entreo le prime mura si espanse per oltre 8 km (la superficie cittadina passò da 75 a 450 ettari); si costruirono nuove case, torri, palazzi, strade, piazze, ponti e chiese. A delimitazione esterna della nuova geometria urbana, le grandi chiese della nuova spiritualità dell'epoca: a nord, la Santissima Annunziata dei Servi di Maria; a sud, Santo Spirito dei padri agostiniani e il Carmine con l'ordine dei Carmelitani; ad ovest, Santa Maria Novella dei padri domenicani; ad est, Santa Croce dei frati francescani. Saranno questi nuovi edifici a rappresentare il punto di riferimento delle funzioni sociali delle nuova civitas, in uno scambio profondo della dimensione laica con quella religiosa. Così FIrenze la si può iniziare a comprendere comprendendone le sue strutture abitative e funzionali, i suoi grandi contenitori di storia e di capolavori.
Un concreto esempio di questo rapporto tra la città e i suoi monumenti è dato dal complesso monumentale della Basilica di Santa Crocce. La testimonianza che conserva incrociano arte, spiritualità e storia civile in una dimensione che rispecchia e riassume il carattere del luogo in cui è figlia ed espressione. La Basilica di Santa Croce (fondata nel 1294) è infatti uno dei maggiori esempi di Gotico in Italia e la più ampia chiesa francescana nel mondo. Il piano di edificazione della nuova chiesa venne affidato ad Arnolfo di Cambio, il più grande architetto dell'epoca, reso famoso dalla progettazione e costruzione in Firenze di numerosi edifici pubblici, quali il Palazzo dei Priori (oggi il Palazzo Vecchio) e il Bargello, e religiosi, come il Duomo di Firenze. Venne edificata a spese della popolazione della Repubblica fiorentia, sopra una piccola chiesa che i frati nel 1252 avevano costruito fuori dalle mure della città. Con la sua imponente architettura, i suoi stupendi affreschi, le pale d'altare, le preziose vetrate, le numerose sculture, la Basilica rappresenta dunque una delle pagine più importanti della storia dell'arte fiorentina dal Duecento i poi. Al suo interno continer opere di Cimabue, Giotto, Maso di Banco, Giovanni da Milano, Brunelleschi, Michelozzo, Donatello, Domenico Veneziano, Della Robbia, Benedetto da Maiano, Giuliano da San Gallo, Bronzino, Vasari, Canova e altri. La presenza di Giotto e di tutta la sua scuola la rene un conppendio straordinariamente completo dell'arte del Trecento. Durante i sette secoli dalla sua fondazione (1294) la Basilica è stata poi più volte riprogettata e ridisegnata, acquisendo sempre nuovi valori e significati: da chiesa francescana a edificio religioso con funzione civile per le grandi famiglie e le corporazioni della Firenze medicea, da laboratorio e bottega artistica a centro teologico, da Pantheon delle glorie italiane a luogo di riferimento, nel XIX secolo, della storia politica della nuova nazione italiana. In Santa Croce è custodita la memoria delle radici di quella cultura e di quei valori sui quali, unificato il territorio italiano, si sono andati a costruire, a formare, a educare generazioni di italiani.
Definita da Foscolo "Tempio delle itale glorie", Santa Croce ospita le tombe dei grandi (da Michelangelo a Galileo, da ROssini a Foscolo, da Macchiaveli ad Alfieri) nell'eccezionale cornice delle grandi pitture fiorentine trecentesche. E della chiesa è parte integrante anche quel cuore popolare della città che è la piazza antistante. "Leggere" Santa Crocce permette, quindi, di fare un'esperienza di viaggio nello spazio e nel tempo: un viaggio in cui le grandi opere e i grandi personaggi sono protagonisti e parte di un percorso che ci accompagna verso un millennio di cronache e di storia.
Il Cenacolo
Nell'antico Refettorio del Convento, la parete di fondo è occupata da un grande affresco di pinto da Taddeo Gaddi intorno alla metà del Trecento e raffigurante l'Ultima Cena sovrastata dalla Crocifissione, rappresentata ad "albero della vita". Ai lati, le Stigmate di San Francesco e tre storie sacre legate al cibo, che rinviano all'uso del grande ambiente come luogo per la mensa quotidiana. I danni provocati dall'alluvione del 1966 resero necessario il distacco dell'immenso affresco e la sua successiva ricollocaxione dopo uno straordinario intervento di restauro. La grande sala, usata nell'Ottocento come deposito, è stata trasformata -dal 2 novembre 1900- in spazio espositivo per opere provenienti dal complesso monumentale. Oggi è il cuore di un museo progressivamente ampliatosi nel secolo scorso con capolavori databili dal Due al Cinquecento, tra i quali il rocifisso di Cimabue e i frammenti del Trionfo della Morte e dell'Inferno di Andrea Orcagna.
Piazza Santa Croce
aperto: da lunedì a sabato 9.30-1730 domenica e giorni festivi, 6 gennaio, 15 agosto, 1 novembre, 8 dicembre 13-17.30
chiuso: Capodanno, Pasqua, 13 giugno, 4 ottobre, Natale, 26 dicembre
www.santacroceopera.it
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